Paolo Cugini
Voi siete il sale della
terra… Voi siete la luce del mondo (Mt 5, 13s).
Udite,
popoli della terra, e prestate ascolto, nazioni lontane! Il tempo del
compromesso è scaduto, l'ora del tentennamento è passata. Una voce potente
risuona dal monte e squarcia le nebbie dell'incertezza umana. Non parla il
linguaggio dei dubbi, non usa il condizionale dei pavidi. Non dice
"potreste essere", non promette "sarete se ne avrete le
forze".
Ascoltate
la Parola che fonda la realtà: «Voi siete il sale della terra. Voi
siete la luce del mondo».
Questo
è un decreto eterno. Un indicativo assoluto. Una Verità che non ammette
repliche, non tollera ripensamenti, non concede spazio alla reticenza del cuore
umano. È così e basta. Chi ha orecchi per intendere, intenda: la vostra essenza
non dipende dai vostri meriti, non poggia sulle vostre fragili qualità, né
sulle vostre virtù altalenanti. Essa scaturisce unicamente dalla forza della
Parola che vi chiama. È il soffio di Gesù che vi costituisce discepoli e
discepole, imprimendo nel vostro essere un sigillo indelebile. Non c’è
esitazione in questa parola, non c’è spazio per il rinvio, non c’è rifugio nel
possibile. Gesù non dice: potreste essere, forse diventerete, se vorrete
sarete. Dice: siete. L’indicativo del Vangelo cade sulla vita come una sentenza
di verità e insieme come una chiamata irrevocabile. È una parola che non si
limita a descrivere, ma crea; non constata soltanto, ma genera. Chi ascolta
questa voce non riceve un semplice compito: riceve una nuova identità. In un tempo che ama i toni sfumati,
le mezze misure, le appartenenze intermittenti, il Cristo parla con la nettezza
del fuoco. Egli strappa il discepolo, la discepola dall’ambiguità e lo pone nel
cuore della storia come segno. Non fonda il discepolato sulle capacità
personali, sulla forza morale o sull’eccellenza dei singoli. La radice di tutto
non è il merito umano, ma la potenza della Parola che chiama. È la Parola che
consacra una vita, è la Parola che rende feconda una fragilità, è la Parola che
trasforma uomini e donne comuni in presenza viva del Regno.
Guardate
ora al mistero del Sale. Viene ordinata un'azione nascosta, un cammino di
umiltà che si consuma nel segreto. Il discepolo non cerca il plauso delle
piazze, non brama i riflettori del mondo. Il vostro stile di vita deve
confondersi nella trama quotidiana dell'umanità. Camminerete tra gli uomini,
farete le stesse cose di tutti, faticherete sotto lo stesso sole. Ma badate:
farete tutto in modo radicalmente diverso. Abiterete il mondo con la logica
dirompente del Vangelo. Come il sale si dissolve per dare sapore, così voi vi
perderete nel servizio, sconfiggendo la corruzione del male con la forza della
gratuità.
Da
questo nascondimento scaturirà il prodigio. Questo stile di vita rinnovato,
questa fedeltà silenziosa, diventerà la Luce del mondo. Non una luce che
acceca, ma un'evidenza così chiara e sfolgorante da essere indubitabile. Essa squarcerà
le tenebre di questa generazione. Sarà un faro di giustizia e di verità che
esporrà, senza bisogno di condanne verbali, la falsità di chi sceglie la morte.
Chi vive nell'ingiustizia tremerà davanti alla limpidezza della vostra vita;
chi cammina nella menzogna sarà illuminato dalla vostra coerenza.
Convertitevi
dunque alla vostra vera identità. Smettete di nascondervi dietro la scusa della
vostra debolezza. La Parola vi ha già trasformati. Siate ciò che siete: il
sapore della terra, la luce delle nazioni.
Nessun commento:
Posta un commento