martedì 19 marzo 2019

GIUSEPPE, PADRE DI TUTTI I RIBELLI, PREGA PER NOI





Paolo Cugini

La figura di san Giuseppe non mi è mai stata molto simpatica. Troppo austero e silenzioso, troppo strano. Ho sempre pensato che Maria dovesse meritarsi qualcosa di meglio. La tradizione che proviene dai testi apocrifi ci presenta un Giuseppe vecchio, vedovo, padre di sei figli (4 maschi e due femmine). Ai tempi di oggi sarebbe finito in prigione, accusato di pedofilia, visto che Maria all’epoca del fidanzamento ne aveva dodici. Oltre a ciò, stupisce il silenzio di Giuseppe nel Nuovo Testamento. Il Vangelo di Marco che, secondo la tradizione, è il più antico, non fa alcun accenno diretto a Giuseppe e lo stesso Gesù viene ricordato come il figlio di Maria. Nel Vangelo di Giovanni vengono ricordati i fratelli e le sorelle di Gesù, ma di Giuseppe nemmeno l’ombra. Solo nei vangeli di Matteo e Luca si trova qualche accenno alla figura di Giuseppe che, però, non parla mai, nel senso che a lui non viene attribuita una sola parola. Perché un tale silenzio? Non è strano? Che cosa c’è dietro?

Cercando risposte sfogliando i testi di altre fonti, come per esempio quelle ebraiche, è possibile fare supposizioni che smontano e decostruiscono le costruzioni montate da altre parti. La Pirké Avot 5,23 ci dice che nella tradizione ebraica veniva fissato il matrimonio per il maschio al diciottesimo anno, mentre per la donna era fissato al dodicesimo. Seguendo dunque, questo filone di ricerca, Giuseppe era un baldo giovane innamorato della sua Maria. Sinceramente mi piace più questa versione, perché più realista e perché, in un certo modo, rende più autentica la storia di Maria e Giuseppe che, più che la storia di un fidanzamento costruito tra un vecchio e una ragazzina, narra una vicenda intrisa di sentimenti veri, che costituiscono le nostre storie d’amore. Oltre a ciò, pensare ad un Giuseppe giovane diciottenne, permette di comprendere meglio le perplessità di Maria dinanzi alla proposta dell’angelo. Scegliendo la volontà di Dio di divenire la madre del Signore, Maria non è fuggita dinanzi alla prospettiva di divenire la sposa di un vecchio, ma ha compiuto una scelta d’amore autentico vissuta in un modo diverso e originale con il suo giovane fidanzato Giuseppe. 

Non è finiti qui. È possibile compiere un altro passo significativo nel cammino di decostruzione di una tradizione che, per “salvare” la verginità di Maria, ha modificato i dati della storia che, in realtà, ci consegnano un Giuseppe più umano e autentico, che danno ancor maggior valore alla figura di Maria. Infatti, Giuseppe è presentato dalla tradizione del Nuovo Testamento come un uomo giusto, la cui giustizia derivava dal fatto di essere fedele alla tradizione dei padri. Eppure, riflettendo attentamente proprio su questa tradizione, se Giuseppe fosse stato fedele fino in fondo alla sua promessa sposa, sarebbe stato motivo dell’uccisione di Maria. Secondo, infatti, la tradizione dell’Antico Testamento, Maria sarebbe dovuta morire, perché il figlio che portava nel grembo non era del suo futuro sposo e Giuseppe, se fosse stato giusto nel senso di fedele alla tradizione, avrebbe dovuto ripudiarla pubblicamente. E invece no. Come sappiamo, le cose andarono diversamente, perché Giuseppe disobbedì, si ribellò alla legge dei padri, che volevano la sua futura sposa lapidata. Giuseppe, in questo preciso frangente, più che la Legge, ascoltò il cuore, i suoi sentimenti, quello che lui giovane innamorato sentiva per Maria. E l’amore aprì il cuore alla misericordia lasciando da parte il sacrificio, anticipando quello che poi il suo giovane figlio avrebbe indicato come cammino autentico di color che amano il Padre: voglio misericordia, più che sacrifici. È stata la ribellione di Giuseppe che ha permesso allo Spirito Santo di entrare nella storia e donarci, così, la madre da cui sarebbe nato il Salvatore: Maria. Grazie Giuseppe!
Un Giuseppe così lo prego volentieri e lo supplico: 

O san Giuseppe, tu che hai disobbedito alla Legge dei padri che volevano Maria morta lapidata

Ti supplico:
dammi la forza per ribellarmi a tutte le leggi ingiuste

Aiutami a rifiutare radicalmente la religione che uccide

Insegnami in tutte le circostanze della vita, a mettere al primo posto, come hai fatto tu, l’amore alla Legge, il cuore alla tradizione

Imprimi in me la forza dello Spirito, per non abbattermi nelle situazioni di conflitto che sembrano di difficile soluzione

Aiutami, infine, a guardare con serenità e fiducia alla vita, come un dono meraviglioso di un Padre che desidera da noi suoi figli, che agiamo nella logica della misericordia, più che dell’obbedienza cieca alle tradizioni, che uccidono
Amen

3 commenti:

  1. Grazie Paolo per la riflessione insolita ma tremendamente interessante. La ribellione può avere risvolti positivi. Chi poteva arrivarci se non tu ?

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  2. Si Paolo anche a me Giuseppe non ha mai creato simpatia ma certamente il suo silenzio invece si. Il suo silenzio esteriore lo vedo immagine di una interiorità "povera" che lo ha reso capace di cogliere e individuare la voce che gli indicava la via del cuore. Il silenzio di Giuseppe è la sua forza di ribellione alla tradizione ingiusta. Giuseppe è una zona "nera" (assenza di colore ma non di luce) nel vangelo. Ciao caro Paolo, ti voglio bene

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  3. "Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore"
    Il mutismo di Giuseppe io l'ho sempre interpretato così:quante cose ha meditato nel suo Cuore come Maria.
    Abbiamo nuove Litanie "insolite" di San Giuseppe da recitare e da pregare,sostegno delle famiglie,padre delle vocazioni e ribelle per Amore

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