mercoledì 7 gennaio 2026

IL MISTERO: ORIGINE DI TUTTO

 



 

Paolo Cugini

 

Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo (1 Gv 4,1).  

Ci sono domande che non danno tregua all’animo umano, inquietudini che attraversano le generazioni come vento che scuote le fronde: “Da dove veniamo? Qual è il senso della nostra esistenza?” Sono interrogativi semplici soltanto in apparenza, perché custodiscono nel loro grembo la nostalgia di un’origine perduta, il desiderio profondo di un ritorno a casa. Ogni uomo, almeno una volta, si trova a fissare lo sguardo oltre i confini del visibile, percependo che la vita stessa è una domanda aperta, un invito a osare oltre l’orizzonte del già noto.

Il Mistero, quella presenza inafferrabile che tutto sostiene , si rivela come la fonte universale da cui ogni essere prende vita. Viviamo immersi nella sua trama, come pesci nell’oceano, spesso ignari della vastità che ci avvolge. Il cosmo intero, con la sua armonia e la sua complessità, ci parla di una relazione profonda e intima tra la creatura e la sua origine, tra il respiro dell’universo e quello della nostra anima. Il Mistero non è un enigma da risolvere, ma un abbraccio in cui lasciarsi avvolgere; è la radice silenziosa che alimenta la nostra sete di senso.

Essere consapevoli di provenire dal Mistero significa riconoscere la nostra origine come dono ed evento. Eppure, nella società contemporanea, dilaga una sorta di ignoranza diffusa: si vive come se tutto fosse frutto del caso o del proprio sforzo. Si dimentica che l’esistenza sgorga da una sorgente più profonda, che ci precede e ci accompagna. Solo chi si lascia interrogare dal Mistero può scoprire la propria vera identità e non accontentarsi delle maschere che il mondo propone.

Qui entra in gioco il compito nobilissimo degli educatori: guidare le giovani vite a incontrare il Mistero che le abita. Educare non significa riempire vasi vuoti, ma risvegliare negli altri la domanda per ciò che conta davvero. Solo chi ha fatto esperienza della propria origine può accompagnare altri all’altezza di questa scoperta. L’educatore è dunque un testimone del Mistero, un viandante che invita i giovani a mettersi in cammino, a lasciarsi guidare dalla luce discreta ma potente che sorge all’orizzonte dell’essere.

Nel contatto vivo con il Mistero, l’egoismo si dissolve come nebbia al sole. Emergono allora la chiamata alla comunione e il desiderio di collaborazione: la coscienza che l’io trova pienezza solo nell’incontro con l’altro. Il Mistero, infatti, non isola, ma unisce; non chiude, ma apre al dono reciproco. È nella riscoperta dell’unità con tutto ciò che esiste, che l’uomo guarisce dalle ferite dell’individualismo e risponde alla sua vocazione più profonda.

Ecco il compito che ci attende: tornare all’origine, lasciarci plasmare dal Mistero, risvegliare in noi e negli altri la vocazione alla comunione e alla collaborazione. Solo così, come semi che affondano le radici nella terra feconda, potremo germogliare in un’umanità nuova, capace di tessere relazioni autentiche e di custodire il Mistero che ci precede e ci attende.

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