Paolo Cugini
Molti
dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi (Mc 10,31).
Udite,
figli del tempo presente, voi che camminate nell’illusione delle altezze e
misurate il valore dell’uomo con la bilancia dell’orgoglio. Così dice la Parola
che scuote le fondamenta del secolo: «Molti dei primi saranno ultimi e gli
ultimi saranno primi».
Ecco,
i vostri occhi vedono un mondo capovolto, eppure voi lo chiamate diritto. Voi
correte verso la vetta, vi accalcate per i primi posti, calpestate i fratelli e
le sorelle per strappare un briciolo di gloria effimera. Ma il Mistero guarda
dall’alto e rovescia i vostri troni. La logica del Mistero non è la logica
della carne: essa opera nel silenzio, scardina i vostri calcoli e confonde i
sapienti.
Come
potrete sopravvivere al giorno del Capovolgimento? Come potrete reggervi in
piedi quando gli ultimi saranno i primi e i primi saranno scaraventati nella
polvere della loro stessa miseria? Quella luce che sta per svelarsi non cerca i
vostri trofei, ma le vostre piaghe; non interroga i vostri profili splendenti,
ma il vuoto dei vostri cuori. Voi gridate, con la gola secca di terrore: «È
impossibile! Questo giudizio non è giusto!». E dite il vero. Per voi è
impossibile. Per l’uomo e la donna vecchi, modellati nel fango della
competizione, questa parola è solo follia. Per chi ha fatto del proprio Io
l’unico idolo da adorare sull'altare dell'efficienza, il Capovolgimento non è
salvezza, ma una condanna senza appello. Non potete respirare l'aria dello
Spirito se i vostri polmoni sono pieni della polvere dell'invidia.
Ma
ascoltate la via che vi viene aperta: il cammino del discepolato. Questo è il
tempo del deserto e della purificazione. Non vi è salto immediato, ma un lento,
esigente pellegrinaggio dello spirito. Vi saranno chieste fratture radicali con
il passato. Dovrete spezzare le catene del consenso umano, abbandonare gli
idoli del successo e strappare il velo dell'ipocrisia. Costerà tempo, costerà
lacrime, esigerà dedizione totale. Solo attraverso questo fuoco la nostra
coscienza sarà svuotata dal superfluo. Essa diventerà uno spazio vergine, un
campo aperto dove il seme della nuova logica evangelica potrà finalmente
germogliare.
Sorgerà
allora un popolo nuovo. Uomini e donne che non cercheranno più il primo posto,
ma scenderanno con gioia verso l'ultimo. Non per disperazione, ma per amore.
Essi diventeranno nel mondo il segno di una differenza assoluta, una luce che
stride con le tenebre dell'ambizione circostante. In questa santa differenza si
compirà la vita vera, quella conforme al Vangelo. Chi abbraccia l’ultimo posto
non teme più il giudizio del mondo, poiché ha smesso di cercare la gloria degli
uomini. Il suo cuore è fisso nell'unico premio eterno: lo sguardo del Padre,
che è anche Madre, e che nel segreto cura, accoglie e innalza i piccoli. I
primi di oggi piangeranno la loro miseria, ma gli ultimi, gli invisibili, i
dimenticati, esulteranno davanti al trono della Grazia.