Paolo Cugini
Gesù gli ordinò
severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando
forte, uscì da lui (Mc 1,24).
C’è
un’antica verità che attraversa il tempo e si insinua come eco nei labirinti
dell’anima umana: il Mistero è il bene allo stato puro, sorgente inesauribile
da cui tutto promana e verso cui tutto ritorna. Sin dall’alba della
riflessione, filosofi e maestri spirituali, da Platone a Plotino, hanno
riconosciuto nell’Uno, nell’indicibile, il principio di ogni Bene. E così, se
ascoltiamo il battito più profondo della storia, ci accorgiamo che l’umanità
intera è guidata da una nostalgia d’origine, da un richiamo all’unità, perché
veniamo dal Bene e a esso tendiamo come il fiume cerca il mare.
Ma
il Mistero non si offre come risposta scontata, bensì come sentiero: esso
sussurra e scuote, ci invita a un pellegrinaggio interiore dove, passo dopo
passo, la nostra essenza si purifica. Ogni volta che il male ci appesantisce e
la negatività offusca la mente, il Mistero ci ricorda che la luce del Bene
giace in attesa, come un seme sotto la neve. Nel confronto, nella fatica,
impariamo a riscoprire il tesoro nascosto in noi stessi.
Ecco la profezia incisa nelle profondità dell’essere: più ci avviciniamo al Mistero, più diventiamo capaci di donare il Bene. Non siamo chiamati all’isolamento, bensì all’apertura, a quella comunione che trasforma il nostro piccolo orizzonte in un abbraccio universale. Vivere bene significa allora vivere per gli altri, accogliere il mondo nella sua complessità e scegliere, ogni giorno, di farlo crescere nella direzione del Bene.
Ascoltate, allora, o figli
dell'ombra interiore! Ecco che vengono, come tempeste silenziose, i pensieri
negativi: avvoltoi neri che calano sulla mente e la sommergono quando la
lasciamo errare, libera e indifesa, nei labirinti del dubbio. Ma io vi dico:
risvegliatevi! Riscoprite il bene sepolto nel vostro cuore, quel seme immortale
piantato dal Mistero. Esso è vita! È il fiume che scorre puro, che insegna
l'arte del vivere bene, che apre la via retta verso l'altro, verso la sorella,
il fratello accanto a voi, nel tepore del quotidiano.
Guai a voi che cedete al male! Esso si leva come un muro di spine: egoismo vorace che divora l'anima, chiusura ermetica su se stessi, disinteresse cieco per il destino degli altri, per il gemito del mondo ferito. Il male è morte che si finge rifugio, è solitudine armata contro il vento della comunione.
Il
cammino verso il Mistero è dunque la missione suprema: liberarci dalle catene
dell’egoismo, scorgere nell’altro il riflesso della nostra origine luminosa,
operare perché la vita stessa diventi una benedizione condivisa. Il Mistero, fonte d’ogni Bene, ci invita a
essere luce, affinché il mondo intero possa risplendere della sua bellezza
originaria.
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