Paolo
Cugini
Così annullate la parola
di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate
molte (Mc 7,13).
È
uno dei versetti che più colpisce del Vangelo per la sua chiarezza e lucidità.
È un versetto che contiene una rivelazione importantissima, perché mostra che
cosa è avvenuto durante il tempo e cioè la sostituzione della Parola di Dio con
le tradizioni umane. Questo ´il dramma. Senza dubbio, chi viveva alla ricerca
di un senso autentico della vita non poteva che essersene reso conto che
qualcosa non funzionava nel sistema religioso di Israele. Il rapporto con Dio,
invece di essere libero e vissuto in un clima di libertà, era condizionato dal
denaro e da un reticolo di precetti insopportabile. Come si fa a sfruttare la
dimensione della vita, che ha a che fare con la sensibilità personale e
comunitaria, oltre al delicato filo che ci lega con il Mistero? Eppure, è
proprio avvenuto ciò che era impossibile nemmeno immaginare. Questa è stata la
grande scoperta di Gesù che, una volta manifestata pubblicamente, ha causato la
sua morte. È una grande tentazione per tutti coloro che sono nel potere
religioso: manipolare il sacro, manipolando le coscienze. Del resto, è facile
manipolare una coscienza quando si trova in periodo delicato della vita e, per
questo, si rivolge a Dio e ai suoi mediatori. Bisogna essere veramente marci
per non rispettare l’animo di una persona disperata, o che sta vivendo un
momento di grande angoscia. Bisogna avere la coscienza totalmente avvolta dal
male, per agire come gli sciacalli, pronti ad avventarsi su coloro che sono
evidentemente in uno stato di debolezza, incapaci di difendersi e, per questo, facili
prese di persone senza scrupoli. Che tutto questo possa avvenire in un ambito
religioso è del massimo squallore, perché c’è di mezzo la coscienza personale.
Sfruttare una persona che viene a chiedere aiuto, che sente tutto il peso della
propria fragilità e per questo invoca misericordia e, invece ricevere ordini,
regole, imposizione di denaro è veramente di uno squallore imperdonabile. Per
questo Gesù ha parole durissime, che non lasciano spazio agli equivoci. Gesù sa
benissimo il prezzo che dovrà pagare per queste accuse, ma sa anche che il suo
esempio servirà per liberare la religione dai truffatori del sacro.
Purtroppo,
come sappiamo, la storia si è ripetuta anche in forme più gravi di quelle che
aveva individuato Gesù. Non c’è fine alla miseria umana. La sfera religiosa,
proprio perché ha a che fare con il Mistero di Dio, si presta, per coloro che
arrivano alle sfere alte del potere religioso e sono persone senza ogni tipo di
pudore, alle massime forme di sfruttamento delle coscienze. Questo è il
paradosso: lo spazio più sacro della persona umana, vale a dire, la sua
dimensione religiosa, diviene, allo stesso tempo, il luogo più vulnerabile per ogni
forma di manipolazione. Qanti abusi psicologici, sessuali, di potere sono
avvenuti e continuano ad avvenire negli spazi del sacro delle nostre chiese?
Quanta gente sfruttata, massacrata, umiliata che, dopo aver aperto la propria
anima al mediatore del sacro di turno senza scrupoli, si è sentito, sentita
abusato, abusata? In queste situazioni sembra che al male non ci sia rimedio.
Invece, la speranza che abita i nostri cuori ripieni di Vangelo, ci mostra il
grande amore manifestato nella croce di Gesù, amore che ha sconfitto l’odio.
Speranza che va oltre ogni percezione sensibile in negativo.
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