Paolo
Filippo
gli rispose: Vieni e vedi (Gv 1, 46).
C’è
una verità che sfugge agli occhi distratti della folla, un segreto che non si
apprende tra le pagine dei libri o nei corridoi della sapienza convenzionale.
La conoscenza del Mistero non nasce dallo studio, dalle pagine dei libri, dei
dotti, ma fiorisce nell’esperienza viva, pulsante, di chi si è messo in cammino
alla ricerca di un senso profondo della vita. Ed è proprio sui sentieri di
sabbia di questo cammino che si fanno incontri strani, di persone misteriose,
di coloro che prima di noi si sono messi alla ricerca del Mistero e sono state
da Lui visitate. Perché una verità importante da condividere è questa: solo chi
ha incontrato il Mistero, chi lo ha visto e lo porta dentro di sé come una
fiaccola nella notte, può diventare guida per coloro che si mettono in viaggio,
assetati di senso e di verità piena.
Come
pellegrini sulle tracce dell’invisibile, giovani e adulti si mettono in
cammino, lasciando alle spalle le sicurezze ingannevoli della quotidianità. Non
sono semplici ricercatori: sono persone che hanno deciso che la vita vale la
pensa di essere vissuta, a partire dalla scoperta dell’interiorità della nostra
esistenza, che esige silenzio, dedizione, meditazione, interiorizzazione. E, in questo cammino nuovo e straordinario, il
Mistero stesso si fa incontro, si dona, si rivela. Non come un concetto, ma
come una realtà straordinaria, tangibile, che trasfigura chi lo accoglie. Se il
viandante non trova il senso della via, è la via che trova il senso nel
viandante, sussurra il Mistero, invitando chi cerca a lasciarsi trovare.
La
dinamica dell’incontro con il Mistero si muove controcorrente rispetto al
trambusto del mondo, dove tutto si confonde tra apparenza, superficialità e
adattamento alla moltitudine. Al contrario, l’esperienza del Mistero reclama
silenzio, profondità, autenticità: un cammino interiore che conduce a un vedere
che è oltre il vedere, a un sentire che è oltre il sentire, dove solo chi è in
viaggio comprende davvero. È un’esperienza che brucia come il fuoco sotto la
cenere, e proprio per questo non può essere taciuta, ma va testimoniata a
coloro che condividono la stessa sete, a coloro che si sono posti nello stesso
cammino della ricerca interiore, per ascoltare la voce del Mistero che sussurra
dentro di noi e ci invita a seguirlo. Silenzio, allora, se volgiamo sentire
questa voce!
Così, ogni incontro con il Mistero è sempre personale, irripetibile. Il Mistero si dona, ma solo a chi è pronto ad accoglierlo, a chi si lascia avvolgere dal suo silenzio profondo, al pellegrino che da tempo è sul cammino della ricerca silenziosa di senso. Chi ha vissuto questa esperienza sa che non si può spiegare, ma solo comunicare a chi è in cammino. E in questo viaggio, il viandante non cerca la meta, ma lascia che sia la meta a cercare lui.
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