Paolo Cugini
Amiamoci gli uni gli
altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio
(1 Gv 4,7).
Di
che cosa è fatto il Mistero, qual è la sua sostanza, la sua essenza? L’essenza
del Mistero è l’amore. Il Mistero si manifesta nella sua massima possibilità di
essere quando ama. È bello pensare che il Mistero ha plasmato e continua
plasmando ogni cosa, ogni essere vivente. C’è, dunque, un’essenza d’amore in
tutto ciò che vive, si muove, agisce. Questa presa di coscienza contrasta con
il dato immediato che abbiamo sulla realtà quotidiana, fatta di attriti,
violenza, guerra, che sembrano negare l’essenza del Mistero e, di conseguenza,
negare il Mistero stesso.
Eppure,
come lampi nel buio, la verità si fa largo: è la fisica quantica che da decenni
ci insegna che tutto è interconnesso e che la comunione è il senso della
storia. È inscritto nei neutroni la necessità di collaborare per vivere.
L’amore, in questa prospettiva, rivela il senso della storia, ciò a cui tende
ogni essere vivente. Ogni atomo, ogni cellula, ogni battito dell’universo
racconta la stessa profezia: nulla si compie da solo, tutto si compie
nell’incontro.
Tutto
ciò è divenuto visibile nella persona di Gesù, nel suo stile di vita
inconfondibile. Paolo, nella lettera agli Efesini, ci ricorda che Gesù ha
risolto il problema della guerra tra i popoli attraendo l’odio sopra di sé e
trasformandolo in amore (Ef 2,14). La croce diviene, così, il simbolo di un
amore infinito e inesauribile, capace persino di trasformare la morte in vita,
il deserto in un prato verde, relazioni tese in possibilità di collaborare
insieme.
Come
un seme che muore per portare frutto, così la croce insegna che dalla
sofferenza può nascere una nuova primavera. Guardando alla croce impariamo a
non stancarci mai di amare, anche quando incappiamo in situazioni che
umanamente sembrano impossibili da sanare. La logica antica del mondo, occhio
per occhio, dente per dente, viene capovolta dalla logica dell’amore che si
dona fino all’estremo.
Era
proprio questo che il Cantico dei cantici esprimeva in quel bellissimo
passaggio finale, quando afferma: più forte dell’odio è l’amore (Cantico 8, 6).
Non desistiamo mai di amare, anche quando la realtà che stiamo incontrando
sembra invitare a desistere. Ricordiamoci della croce di Gesù, che ha amato i
suoi sino alla fine, anche se sapeva che tra loro c’era chi l’avrebbe tradito e
rinnegato: è morto anche per loro.
Nel cuore del Mistero batte perennemente il ritmo dell’amore, più tenace della morte, più intenso del dolore, più eterno di ogni guerra. Questa è la profezia che ci attende: l’amore è il vero destino, la vera sostanza di tutto ciò che esiste. E chi ama, anche quando tutto sembra perduto, diventa parte del Mistero che salva il mondo.
Nessun commento:
Posta un commento