Paolo Cugini
Egli
disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!» (Mc
3,2).
Udite,
o genti, la parola che risuona nel deserto delle ere: in un secolo ove i
potenti innalzano mura e il cuore degli uomini si è fatto di pietra, espellendo
il debole e calpestando il piccolo, sorge Colui che ribalta i troni del mondo.
Ecco, l'Emmanuele attraversa le tenebre dell'esclusione e, con gesto sovrano,
chiama a sé coloro che la storia ha rigettato come scarto.
"Venite
al centro!", grida lo Spirito. E i dimenticati, i
reietti, i lacerati dalle ingiustizie dei secoli non saranno più ai margini, ma
diverranno la pietra d'angolo del Tempio Nuovo. Questa è la profezia che si
compie: la comunità che porta il Nome del Risorto si riconoscerà da questo solo
segno: se nel suo grembo gli ultimi sono diventati i primi, se il grido del
povero è diventato il canto dell'assemblea. Ma sappiate, o figli della luce,
che questo spazio sacro non è dono della carne, ma frutto di un fuoco che deve
bruciare nel profondo: la conversione del cuore. Solo chi accetta di morire a
se stesso vedrà nascere una comunità che sia corpo vivente e non fredda
istituzione.
Ascolta
la voce che grida nel santuario della Storia, poiché un mistero grande ti viene
rivelato: volgi lo sguardo alle Scritture e osserva i passi del Risorto. In
ogni teofania della Pasqua, quando le porte sono chiuse per timore e il cuore
degli apostoli è serrato dal lutto, Egli non giunge dai lati, non occupa un
angolo, non si confonde nella folla. Egli appare al Centro. È scritto e si
compie: il Cristo che ha vinto la morte si pone come asse del mondo, cuore
pulsante dell'assemblea, perno attorno a cui ruota ogni vita redenta. Ma
comprendi, o cercatore del Mistero, il peso di questa posizione: quel Centro
non è un trono di gloria umana, ma lo spazio che il mondo aveva dichiarato
vuoto. Ecco la profezia che scuote le fondamenta dei vostri templi: Colui che è
stato scartato dai costruttori, Colui che è stato espulso fuori dalle mura
della città come maledizione, Colui che è l'Escluso per eccellenza, ora
rivendica il Luogo Centrale. Pertanto, sappiatelo con certezza: ogni volta che
voi, con gesto di audace conversione, prendete l'escluso, il derelitto, il
rifiutato dalla società e lo ponete nel mezzo della vostra comunità,
voi non state compiendo un atto di mera filantropia. Voi state celebrando la
Pasqua! L'emarginato che occupa il centro è il segno sacramentale e misterioso
del Risorto tra voi. È la carne ferita dell'escluso che rivela la gloria del
Vivente. Dove il mondo scava abissi di separazione, la comunità del Regno pone
l'altare dell'accoglienza; dove il mondo relega nell'ombra, la Verità pone la
lampada. Non cercate il Mistero nelle altezze dei cieli o nelle astrazioni
della mente: Egli si è nascosto nel volto di chi non ha voce. Quando l'ultimo
della terra siede nel cuore del vostro raduno, allora e solo allora potrete
gridare: "Il Signore è veramente risorto!". Poiché la Sua
presenza non si manifesta nel potere che domina, ma nel Centro occupato da chi,
per il mondo, non doveva nemmeno esistere.
Eppure,
guardatevi: questo stile di vita sarà la vostra condanna davanti ai tribunali
della terra. Sarete segno di contraddizione, spada che divide l'ombra
dalla luce. Come il Maestro fu perseguitato, così l'odio del mondo si abbatterà
su di voi, poiché il mondo non tollera chi svela la menzogna dei suoi idoli.
Egli lo predisse nell'ora suprema del sacrificio: «Se il mondo vi odia,
sappiate che prima di voi ha odiato me» (Gv 15, 18-21). Il mondo, che
si maschera di pace e si ammanta di falsa umiltà, nasconde nel suo seno un
drago di intolleranza radicale. Esso applaude solo chi si inchina alle sue
logiche di potenza. Ma voi, mettendo al centro il misero, scagliate la Verità
del Mistero contro l’orgoglio dei secoli, e il mondo ne tremerà di rabbia.
Non
temete, dunque, se il fango della calunnia e il ferro della persecuzione
segnano la vostra storia. Una comunità è autenticamente evangelica solo quando
porta su di sé le piaghe del suo Signore. Restate saldi sotto il peso di questo
odio, senza volgere lo sguardo indietro, senza cercare la fuga nelle lusinghe
del secolo. La vostra sfida è la costanza del martirio quotidiano, la docilità
di chi, ogni mattina, piega l'orecchio all'ascolto della Parola, unica roccia
che non crolla mentre il mondo passa.
Chi
ha orecchi per intendere, intenda: la gloria di Dio brilla sul volto
dell'escluso, e in quel volto risiede il giudizio finale della terra.
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