mercoledì 21 gennaio 2026

ALZATI E VIENI AL CENTRO

 



Paolo Cugini

 

 

Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!» (Mc 3,2).

Udite, o genti, la parola che risuona nel deserto delle ere: in un secolo ove i potenti innalzano mura e il cuore degli uomini si è fatto di pietra, espellendo il debole e calpestando il piccolo, sorge Colui che ribalta i troni del mondo. Ecco, l'Emmanuele attraversa le tenebre dell'esclusione e, con gesto sovrano, chiama a sé coloro che la storia ha rigettato come scarto.

"Venite al centro!", grida lo Spirito. E i dimenticati, i reietti, i lacerati dalle ingiustizie dei secoli non saranno più ai margini, ma diverranno la pietra d'angolo del Tempio Nuovo. Questa è la profezia che si compie: la comunità che porta il Nome del Risorto si riconoscerà da questo solo segno: se nel suo grembo gli ultimi sono diventati i primi, se il grido del povero è diventato il canto dell'assemblea. Ma sappiate, o figli della luce, che questo spazio sacro non è dono della carne, ma frutto di un fuoco che deve bruciare nel profondo: la conversione del cuore. Solo chi accetta di morire a se stesso vedrà nascere una comunità che sia corpo vivente e non fredda istituzione.

Ascolta la voce che grida nel santuario della Storia, poiché un mistero grande ti viene rivelato: volgi lo sguardo alle Scritture e osserva i passi del Risorto. In ogni teofania della Pasqua, quando le porte sono chiuse per timore e il cuore degli apostoli è serrato dal lutto, Egli non giunge dai lati, non occupa un angolo, non si confonde nella folla. Egli appare al Centro. È scritto e si compie: il Cristo che ha vinto la morte si pone come asse del mondo, cuore pulsante dell'assemblea, perno attorno a cui ruota ogni vita redenta. Ma comprendi, o cercatore del Mistero, il peso di questa posizione: quel Centro non è un trono di gloria umana, ma lo spazio che il mondo aveva dichiarato vuoto. Ecco la profezia che scuote le fondamenta dei vostri templi: Colui che è stato scartato dai costruttori, Colui che è stato espulso fuori dalle mura della città come maledizione, Colui che è l'Escluso per eccellenza, ora rivendica il Luogo Centrale. Pertanto, sappiatelo con certezza: ogni volta che voi, con gesto di audace conversione, prendete l'escluso, il derelitto, il rifiutato dalla società e lo ponete nel mezzo della vostra comunità, voi non state compiendo un atto di mera filantropia. Voi state celebrando la Pasqua! L'emarginato che occupa il centro è il segno sacramentale e misterioso del Risorto tra voi. È la carne ferita dell'escluso che rivela la gloria del Vivente. Dove il mondo scava abissi di separazione, la comunità del Regno pone l'altare dell'accoglienza; dove il mondo relega nell'ombra, la Verità pone la lampada. Non cercate il Mistero nelle altezze dei cieli o nelle astrazioni della mente: Egli si è nascosto nel volto di chi non ha voce. Quando l'ultimo della terra siede nel cuore del vostro raduno, allora e solo allora potrete gridare: "Il Signore è veramente risorto!". Poiché la Sua presenza non si manifesta nel potere che domina, ma nel Centro occupato da chi, per il mondo, non doveva nemmeno esistere.

Eppure, guardatevi: questo stile di vita sarà la vostra condanna davanti ai tribunali della terra. Sarete segno di contraddizione, spada che divide l'ombra dalla luce. Come il Maestro fu perseguitato, così l'odio del mondo si abbatterà su di voi, poiché il mondo non tollera chi svela la menzogna dei suoi idoli. Egli lo predisse nell'ora suprema del sacrificio: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me» (Gv 15, 18-21). Il mondo, che si maschera di pace e si ammanta di falsa umiltà, nasconde nel suo seno un drago di intolleranza radicale. Esso applaude solo chi si inchina alle sue logiche di potenza. Ma voi, mettendo al centro il misero, scagliate la Verità del Mistero contro l’orgoglio dei secoli, e il mondo ne tremerà di rabbia.

Non temete, dunque, se il fango della calunnia e il ferro della persecuzione segnano la vostra storia. Una comunità è autenticamente evangelica solo quando porta su di sé le piaghe del suo Signore. Restate saldi sotto il peso di questo odio, senza volgere lo sguardo indietro, senza cercare la fuga nelle lusinghe del secolo. La vostra sfida è la costanza del martirio quotidiano, la docilità di chi, ogni mattina, piega l'orecchio all'ascolto della Parola, unica roccia che non crolla mentre il mondo passa.

Chi ha orecchi per intendere, intenda: la gloria di Dio brilla sul volto dell'escluso, e in quel volto risiede il giudizio finale della terra.

 

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