Paolo Cugini
Ecco, il seminatore uscì
a seminare (Mc 4, 2).
Ascolta,
o terra, la parola che ti è data, il verbo disvelato per i figli degli uomini!
Volgi l’orecchio, perché echeggia sulle valli, travalica i monti, si insinua
nei deserti aridi del cuore umano: è voce che squarcia il silenzio e infrange
la notte dell’incomprensione. Non lasciar cadere invano ciò che il Cielo
riversa su di te, perché ogni sillaba è sorgente, ogni accento un seme di
eternità seminato nella tua polvere.
Il
Mistero non è pietra scolpita, non è idolo silente confinato nei templi del
pensiero greco, ove la ragione lo incatena e lo definisce. No! Il Mistero è
dinamismo vivo, un vento inarrestabile, un fiume che rompe gli argini della
staticità a cui la tradizione lo ha costretto. È stato il giogo della logica
umana a modellarne un'immagine distorta, un contenuto fisso e inanimato. In
verità ti dico: nessuna mente potrà mai stringere il Mistero, nessuna formula
potrà mai esaurirne l’abisso. Come il sole sorge e tramonta senza che l’uomo ne
governi il corso, così il Mistero si manifesta e si cela a suo piacimento; si
offre a chi, umile, depone le armi della presunzione.
Ma
ecco la verità: il Mistero si muove, esce e semina! In ogni seme gettato, in
ogni parabola narrata, v'è una scintilla del dono divino. Per coloro che hanno
orecchie per udire e cuori aperti per accogliere, quel seme germoglia e
realizza la pienezza della vita. È la nostra origine, la fonte da cui
scaturiamo, e solo in essa la nostra esistenza trova compimento. Una relazione
intima e intrinseca ci lega a questa fonte, un legame che si rivela solo
nell'atto di accoglienza, nel ricevere il Mistero come grazia ineffabile. Non
si pesca acqua viva nei pozzi asciutti della superbia, ma solo chi si disseta
con mani nude, in semplicità, conosce il sapore dell’Invisibile.
Eppure,
generazione ostinata, perché tanta resistenza? Perché il cuore occidentale
erige muri d'orgoglio e respinge il dono che salva? Questa caparbia opposizione
svela un cammino al contrario, un'umanità che ha smarrito la via maestra. Siete
come viandanti che, abbagliati dalla propria lanterna, non vedono l’alba
sorgere; come naufraghi che rifiutano la corda lanciata dalla riva, preferendo
affogare nella tempesta del proprio pensiero. Ma chi avrà il coraggio di
abbattere i bastioni dell’arroganza avrà occhi nuovi per vedere ciò che da
sempre era davanti a sé.
La
fisica quantica, con i suoi insegnamenti che risuonano come echi di antiche
verità, ci sussurra dell'interconnessione di ogni cosa. Tutto è legato, tutto è
uno, eppure l'uomo si ostina a non riconoscere la Fonte pulsante da cui tutto
ha inizio e in cui tutto vive! Persino le particelle danzano in armonia
segreta, si cercano, si separano e si ritrovano, obbedendo a leggi che la
ragione sussurra, ma il cuore intuisce. Così anche tu, figlio dell’uomo, non
dimenticare: sei filo d’oro nel tessuto ineffabile del Mistero.
C’è
una cultura che ha remato contro. Secoli di cammini esistenziali che, anziché
illuminare il volto del Mistero, lo hanno offuscato con l'ombra del dubbio e
della separazione. È tempo di risvegliarsi, di abbattere gli idoli della
ragione e accogliere il flusso inarrestabile della Vita che si dona. Sorgi,
dunque, o terra: non lasciare che il seme del Mistero resti sterile nel tuo
grembo. Oggi è l’ora della rivelazione, del ritorno alla sorgente, affinché
ogni creatura canti, “Ecco, tutto è nuovo, tutto vive!”, e la notte ceda il
passo alla luce senza tramonto.
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