Paolo
Cugini
Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi (1 Gv 4,12).
Così
parla la Voce che attraversa i secoli: non alzare gli occhi al cielo in cerca
del Mistero, poiché esso non si nasconde tra le nubi irraggiungibili né si cela
dietro astratte lontananze. Il Mistero abita le mani che si tendono, gli
sguardi che si incrociano, i passi che si fanno verso l’altro senza attendersi
nulla. Come la rugiada che scende silenziosa sulla terra, così il Mistero
prende forma nei gesti semplici, nell’amore che si fa concreto fra sorelle e
fratelli.
Ascolta
dunque, o tu che cerchi: non sono le candele accese, né le parole ripetute a
spalancare la porta del Mistero, ma la capacità di uscire da te stesso, di
accogliere colui o colei che ti sta accanto. Quando lasci che il cuore si apra
senza riserve, allora il Mistero si svela, non come enigma da risolvere, ma
come presenza che dimora e trasforma. Non andare lontano: il sacro ti sfiora
ogni giorno, nella trama sottile delle relazioni vere. Sii tu dunque terreno
fertile, e il Mistero fiorirà e rimarrà in te, come luce che non conosce
tramonto.
Io
vi parlo dal cuore pulsante della materia, non da nubi evanescenti o da sfere
ultraterrene. Il Mistero che cercate non si nasconde in un cielo oltre la
polvere e il sudore, ma si rivela nella carne viva delle relazioni quotidiane,
nel tocco umile delle mani tese, negli sguardi che si incrociano senza pretese.
Svegliatevi dal sogno illusorio: non più templi di candele tremolanti, non più
preghiere che scaraventano i vostri pesi su ali di fumo verso l'infinito. Il
velo è strappato! Gesù, il Profeta dei profeti, lo ha squarciato con i suoi
gesti d'amicizia, con i banchetti condivisi, con l'abbraccio ai marginali. Nel
suo modo di relazionarsi, gratuito, disinteressato e umile, il Mistero si è
fatto carne, si è seduto alla vostra tavola.
L'amore
reciproco è la porta spalancata sul Mistero. Quando vi amate gli uni gli altri,
il Mistero appare non come lampo fugace, ma come fiamma che abita in voi, che
resta e trasforma. Esso germoglia nell'uscire da voi stessi, nel cammino verso
l'Altro, l'Altra, il vicino, la vicina, il forestiero alla vostra porta.
Gratuitamente! Senza calcoli egoisti! Con l'umiltà del seme che si spezza nel
suolo. L'Altro è il vostro tempio vivente, la condizione stessa della vostra
rivelazione interiore. In lui, in lei, il Mistero prende dimora, perché l'amore
è il Suo trono invisibile.
Questo
è lo spostamento dei tempi nuovi: dal cielo alla terra! Non cercate il sacro in
astri remoti; esso vi cammina accanto, nel compagno di lavoro, nella sorella di
strada, nel fratello ferito. Secondo spostamento: dall'intimismo egoista, quel
rifugio di preghiere solitarie e proiezioni vane, alla relazione pura,
disinteressata, che tesse la trama del Regno. Basta con le illusioni di mondi
infiniti! Guardate dove posate i piedi, o cadrete nella cecità del vostro io
gonfio.
Il Mistero non attende prostrazioni; vi chiama all'azione. Investite nelle qualità delle relazioni: perdono quotidiano, ascolto profondo, servizio senza riserve. Lasciate le preghiere che volano via come fumo; fate del vostro amore il canto eterno. Così il Regno verrà non da lassù, ma da qui, dal vostro sì concreto all'Altro. Chi ha orecchi, oda! Chi ha cuore, esca da sé e ami. Il Mistero è già tra voi, rivelatelo, o terre assetate!
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