venerdì 9 gennaio 2026

IL MISTERO NON SI NASCONDE NEL CIELO

 



Paolo Cugini

 

 Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi (1 Gv 4,12).

Così parla la Voce che attraversa i secoli: non alzare gli occhi al cielo in cerca del Mistero, poiché esso non si nasconde tra le nubi irraggiungibili né si cela dietro astratte lontananze. Il Mistero abita le mani che si tendono, gli sguardi che si incrociano, i passi che si fanno verso l’altro senza attendersi nulla. Come la rugiada che scende silenziosa sulla terra, così il Mistero prende forma nei gesti semplici, nell’amore che si fa concreto fra sorelle e fratelli.

Ascolta dunque, o tu che cerchi: non sono le candele accese, né le parole ripetute a spalancare la porta del Mistero, ma la capacità di uscire da te stesso, di accogliere colui o colei che ti sta accanto. Quando lasci che il cuore si apra senza riserve, allora il Mistero si svela, non come enigma da risolvere, ma come presenza che dimora e trasforma. Non andare lontano: il sacro ti sfiora ogni giorno, nella trama sottile delle relazioni vere. Sii tu dunque terreno fertile, e il Mistero fiorirà e rimarrà in te, come luce che non conosce tramonto.

Io vi parlo dal cuore pulsante della materia, non da nubi evanescenti o da sfere ultraterrene. Il Mistero che cercate non si nasconde in un cielo oltre la polvere e il sudore, ma si rivela nella carne viva delle relazioni quotidiane, nel tocco umile delle mani tese, negli sguardi che si incrociano senza pretese. Svegliatevi dal sogno illusorio: non più templi di candele tremolanti, non più preghiere che scaraventano i vostri pesi su ali di fumo verso l'infinito. Il velo è strappato! Gesù, il Profeta dei profeti, lo ha squarciato con i suoi gesti d'amicizia, con i banchetti condivisi, con l'abbraccio ai marginali. Nel suo modo di relazionarsi, gratuito, disinteressato e umile, il Mistero si è fatto carne, si è seduto alla vostra tavola.

L'amore reciproco è la porta spalancata sul Mistero. Quando vi amate gli uni gli altri, il Mistero appare non come lampo fugace, ma come fiamma che abita in voi, che resta e trasforma. Esso germoglia nell'uscire da voi stessi, nel cammino verso l'Altro, l'Altra, il vicino, la vicina, il forestiero alla vostra porta. Gratuitamente! Senza calcoli egoisti! Con l'umiltà del seme che si spezza nel suolo. L'Altro è il vostro tempio vivente, la condizione stessa della vostra rivelazione interiore. In lui, in lei, il Mistero prende dimora, perché l'amore è il Suo trono invisibile.

Questo è lo spostamento dei tempi nuovi: dal cielo alla terra! Non cercate il sacro in astri remoti; esso vi cammina accanto, nel compagno di lavoro, nella sorella di strada, nel fratello ferito. Secondo spostamento: dall'intimismo egoista, quel rifugio di preghiere solitarie e proiezioni vane, alla relazione pura, disinteressata, che tesse la trama del Regno. Basta con le illusioni di mondi infiniti! Guardate dove posate i piedi, o cadrete nella cecità del vostro io gonfio.

Il Mistero non attende prostrazioni; vi chiama all'azione. Investite nelle qualità delle relazioni: perdono quotidiano, ascolto profondo, servizio senza riserve. Lasciate le preghiere che volano via come fumo; fate del vostro amore il canto eterno. Così il Regno verrà non da lassù, ma da qui, dal vostro sì concreto all'Altro. Chi ha orecchi, oda! Chi ha cuore, esca da sé e ami. Il Mistero è già tra voi, rivelatelo, o terre assetate!

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