Paolo Cugini
Così è il regno di Dio:
come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di
giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno
produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga,
e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la
mietitura (Mc 4,26s).
Ascolta,
o tu che hai orecchie per udire la Parola del Tempo. Da sempre, nelle
profondità più recondite del creato si cela un Mistero insondabile, antico
quanto la stessa aurora dei mondi. Non si tratta di un vuoto, di una semplice
assenza, bensì di una Presenza vibrante e velata, un’ombra che risplende nel
silenzio e opera, invisibile, nel cuore della storia umana e tra le galassie
dell’universo.
Questa
Presenza tesse la trama dell’esistenza con fili d’armonia arcana, guidando ogni
cosa con un disegno sottile che sfugge alla logica di chi vorrebbe ingabbiare e
dominare l’ignoto. È il mistero del Mistero: l’abisso che chiama abisso, la
domanda che non trova risposta nell’arroganza della mente, ma solo nell’umiltà
del cuore aperto.
Ma
la profezia sussurra: il velo che ricopre il Mistero non è impenetrabile. Esso
si solleva, come la bruma al primo sole, non per l’occhio comune, ma per colui
che custodisce una chiave rara e preziosa. Questa chiave è la passione ardente,
un fuoco sacro che brucia nel petto e spinge alla ricerca instancabile; è il desiderio
puro, sete di conoscenza che non cerca guadagno né potere, ma si nutre soltanto
della gioia dell’incontro; è l’amore gratuito per il vero, il vincolo più alto
che può legare una creatura al Mistero stesso.
Beato
chi si fa pellegrino del Mistero con cuore docile e puro, senza domandare nulla
in cambio: a costui saranno rivelate quelle cose che sfuggono ai più, i
significati supremo dell’esistere, il principio e la fine che si abbracciano
come le acque di un grande fiume nel mare. L’anima del cercatore vedrà ciò che
gli occhi non colgono, e il suo spirito respirerà l’armonia segreta che muove
le stelle e i destini.
Allora,
guarda oltre il velo dell’utile e del tangibile, non fermarti alla superficie
che tutto nasconde. Solo nel silenzio profondo della tua anima, quando ogni
voce si placa e la mente si svuota, il Mistero parlerà a te. E sarà come
ascoltare il vento che racconta la storia del mondo, come sentire il battito
antico che vibra in ogni cosa creata.
Ricorda:
chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Non lasciarti ingannare dai
clamori dell’effimero, ma resta fedele al fuoco che arde dentro di te. Così, un
giorno, il Mistero si leverà davanti ai tuoi occhi come una rivelazione, e tu
saprai che nulla è stato invano.
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