martedì 26 maggio 2026

LA RICERCA DELL’ULTIMO POSTO

 




Paolo Cugini

 

Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi (Mc 10,31).

Udite, figli del tempo presente, voi che camminate nell’illusione delle altezze e misurate il valore dell’uomo con la bilancia dell’orgoglio. Così dice la Parola che scuote le fondamenta del secolo: «Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

Ecco, i vostri occhi vedono un mondo capovolto, eppure voi lo chiamate diritto. Voi correte verso la vetta, vi accalcate per i primi posti, calpestate i fratelli e le sorelle per strappare un briciolo di gloria effimera. Ma il Mistero guarda dall’alto e rovescia i vostri troni. La logica del Mistero non è la logica della carne: essa opera nel silenzio, scardina i vostri calcoli e confonde i sapienti.

Come potrete sopravvivere al giorno del Capovolgimento? Come potrete reggervi in piedi quando gli ultimi saranno i primi e i primi saranno scaraventati nella polvere della loro stessa miseria? Quella luce che sta per svelarsi non cerca i vostri trofei, ma le vostre piaghe; non interroga i vostri profili splendenti, ma il vuoto dei vostri cuori. Voi gridate, con la gola secca di terrore: «È impossibile! Questo giudizio non è giusto!». E dite il vero. Per voi è impossibile. Per l’uomo e la donna vecchi, modellati nel fango della competizione, questa parola è solo follia. Per chi ha fatto del proprio Io l’unico idolo da adorare sull'altare dell'efficienza, il Capovolgimento non è salvezza, ma una condanna senza appello. Non potete respirare l'aria dello Spirito se i vostri polmoni sono pieni della polvere dell'invidia.

Ma ascoltate la via che vi viene aperta: il cammino del discepolato. Questo è il tempo del deserto e della purificazione. Non vi è salto immediato, ma un lento, esigente pellegrinaggio dello spirito. Vi saranno chieste fratture radicali con il passato. Dovrete spezzare le catene del consenso umano, abbandonare gli idoli del successo e strappare il velo dell'ipocrisia. Costerà tempo, costerà lacrime, esigerà dedizione totale. Solo attraverso questo fuoco la nostra coscienza sarà svuotata dal superfluo. Essa diventerà uno spazio vergine, un campo aperto dove il seme della nuova logica evangelica potrà finalmente germogliare.

Sorgerà allora un popolo nuovo. Uomini e donne che non cercheranno più il primo posto, ma scenderanno con gioia verso l'ultimo. Non per disperazione, ma per amore. Essi diventeranno nel mondo il segno di una differenza assoluta, una luce che stride con le tenebre dell'ambizione circostante. In questa santa differenza si compirà la vita vera, quella conforme al Vangelo. Chi abbraccia l’ultimo posto non teme più il giudizio del mondo, poiché ha smesso di cercare la gloria degli uomini. Il suo cuore è fisso nell'unico premio eterno: lo sguardo del Padre, che è anche Madre, e che nel segreto cura, accoglie e innalza i piccoli. I primi di oggi piangeranno la loro miseria, ma gli ultimi, gli invisibili, i dimenticati, esulteranno davanti al trono della Grazia.

 

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