Paolo Cugini
Tuo
figlio vive (Gv 4, 54).
Ascolta,
o viandante che calpesti la polvere dell'incertezza: non ogni suono che
percuote l'aria è Voce, e non ogni voce è Verità. Ma ecco, io ti annuncio
il Mistero della Parola Compiuta.
Esiste
una Parola che non è solo fiato, ma è sostanza e fuoco. È una Parola
pronunciata da labbra umane, ma che porta in sé il peso del Mistero. Essa non
descrive il mondo: lo genera. Quando viene pronunciata, ciò che era vuoto
si riempie, ciò che era fermo si scuote, ciò che era morto risorge. È la Parola
che dice e, nel dire, realizza. Ma sappi questo: i tuoi occhi rimarranno
chiusi e le tue orecchie sorde se siederai ai margini della strada. La Parola
non si svela al sedentario, a colui che si accontenta di un sapere ereditato o
di una verità comoda. Essa si manifesta solo al cercatore, a colui che ha
fatto del proprio cammino una preghiera e del proprio dubbio un tormento
fecondo.
Perché
cerchi? Se non hai un motivo profondo, se non senti il bruciore della tua
stessa esistenza o il grido di chi ti cammina accanto, la Parola passerà sopra
di te come vento su una roccia: non lascerà traccia. Solo chi è mosso dal
bisogno di senso troverà il tesoro nascosto nel campo del linguaggio. Ecco
il cuore della profezia: La verità non si comprende, si abita. Non basta
ascoltare. Non basta sapere che esiste una Parola vera. Il velo del Mistero non
si squarcia con l'intelletto, ma con il passo.
Nel
momento stesso in cui tu, tremante, metterai in pratica ciò che hai udito,
avverrà il prodigio: scoprirai che è vera perché la vedrai accadere. La
Verità si svela solo a chi la incarna. Solo chi obbedisce alla Voce vede la
terra fiorire sotto i propri piedi. Chi mette in pratica, diventa egli stesso
parte della Parola che crea. Il cammino è la tua prova, l'azione è la tua
rivelazione.
Odi
il fragore, o figlio della terra? Il mondo è una tempesta di suoni senza corpo,
un mercato di opinioni che promettono ristoro ma lasciano la gola secca. Come
potrai, in questo tumulto, riconoscere l'unica Parola Vera? Il rumore del
mondo cerca di riempire ogni vuoto per non lasciarti pensare; la Parola Vera,
invece, nasce dal silenzio e al silenzio ti riporta. Essa non grida
per farsi spazio, ma scende come rugiada: è discreta, ma ha il peso specifico
dell'oro. Se una parola ti agita senza darti direzione, è rumore. Se una parola
ti inquieta per darti pace, è Verità.
Il
rumore lusinga il tuo ego, ti promette scorciatoie e consensi facili. La Parola
Vera è una lama a doppio taglio: essa ti chiede qualcosa. Ti chiede di
morire a una parte di te per farti rinascere intero. La riconosci perché non ti
dice ciò che vuoi sentirti dire, ma ciò di cui hai bisogno per essere. Il
rumore è un incendio di paglia: divampa subito e lascia cenere fredda. La
Parola Vera è un seme: quando la ricevi, sembra piccola, quasi invisibile.
Ma se la custodisci nel terreno della tua ricerca, essa cresce costantemente,
resiste alle stagioni e porta un frutto che non marcisce. La Verità è stabile nel
mutare dei venti.
Il rumore resta nell'aria, svanisce col fiato
di chi lo emette. La Parola Vera, quando accolta, si incarna. Se la metti
in pratica e vedi che essa ordina il caos, guarisce le relazioni e dà luce ai
tuoi passi nell'oscurità, allora hai trovato la Fonte. Il rumore spiega il
mondo; la Parola lo trasforma. Non cercare la Verità tra le grida della
folla, ma nella coerenza tra ciò che è detto e ciò che accade in chi ha il
coraggio di obbedire.
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